C’è qualcosa di speciale che accade quando entri in una sala e riconosci un volto dopo anni. Un sorriso, una stretta di mano, e improvvisamente il tempo si comprime: sembra ieri.
Ho partecipato, per il Castello Dal Pozzo, alla 25ª edizione di BILNI — la Borsa Internazionale dei Laghi del Nord Italia — svoltasi dall’8 al 12 aprile 2026 tra il Lago d’Iseo e la Franciacorta. Un appuntamento che quest’anno ha portato sul territorio 80 buyer internazionali da 30 paesi e circa 120 seller italiani, con sessioni B2B, tour del territorio e momenti di confronto su opportunità di mercato concrete.
Il lago come destinazione unitaria
BILNI ha una caratteristica che lo distingue da altri appuntamenti fieristici del turismo: presenta i laghi del Nord Italia non come destinazioni separate in competizione tra loro, ma come un sistema integrato e riconoscibile a livello internazionale. Lago d’Iseo, Lago di Como, Lago Maggiore, Lago di Garda, Lago d’Orta — ciascuno con la propria identità, tutti parte di un’offerta che ha pochi equivalenti in Europa per densità di bellezza, qualità dell’accoglienza e accessibilità dagli hub internazionali.
Per chi lavora nell’hospitality lacuale come noi è uno dei pochi contesti in cui si incontra la domanda internazionale organizzata: tour operator da Germania, Svizzera, UK, Scandinavia, ma anche da mercati più distanti come USA, Giappone e Australia, che rappresentano segmenti in crescita per il turismo di qualità.
Incontri, opportunità, progetti concreti
La parte operativa di BILNI — il workshop B2B al Relais Franciacorta — è una full immersion professionale nel senso più preciso del termine. Incontri ravvicinati con buyer qualificati, confronti su nuove opportunità di mercato, idee che si trasformano in progetti concreti nell’arco di pochi giorni.
Per il Castello dal Pozzo, eventi come questo hanno un valore diretto: permettono di verificare la tenuta del posizionamento sui mercati già presidiati e di identificare segmenti e canali ancora inesplorati. Il mercato scandinavo per il golf tourism, ad esempio, è uno di quelli che nei prossimi anni ha le condizioni per crescere significativamente — e BILNI è uno dei pochi contesti in cui si può incontrare quella domanda in modo strutturato.
Ma quello che ricordo di più è altro
A essere onesto, quello che mi ha toccato di più non è stato il programma ufficiale. Sono stati i corridoi, le pause caffè, le cene. Ritrovare colleghi e amici di una vita — persone conosciute sul campo, negli anni in cui si costruisce davvero qualcosa, con la passione, con gli errori e i successi.
Quelle relazioni che non si esauriscono mai del tutto, perché hanno radici profonde. Perché il turismo, prima di essere un’industria, è fatto di persone. Di storie. Di comunità.
È una cosa che si dimentica facilmente nelle settimane di lavoro ordinario, tra pickup report e analisi tariffarie. BILNI è uno di quei momenti che te la ricorda.
Ci rivediamo l’anno prossimo — magari sulle rive di uno dei nostri laghi.
Giovanni Malcotti è founder di Maedo Srl, consulente di revenue management e business development per hotel e golf club. Segui gli aggiornamenti su LinkedIn.
